28 giugno 2017

Prorogato a fine giugno il bando del premio letterario Provincia cronica

“Provincia cronica” è un premio letterario giunto alla sua nona edizione. Viene organizzato dall’associazione “ASAP - As Simple As Passion” insieme a Comune di Cameri, Pro loco di Cameri, Atl Novara e dall’associazione “Balla coi cinghiali”.
La particolarità del Premio è il tema, suggerito dal titolo di una canzone o da un verso di particolare suggestione. Quest’anno il tema è ispirato dal titolo della canzone di Ivano Fossati "La costruzione di un amore".
Il premio si articola in due sezioni (racconti e poesia); i partecipanti hanno tempo per inviare i propri elaborati fino al 31 maggio 2017 (scadenza proprogata al 29 giugno). Maggiori dettagli nel bando pubblicato sui principali siti di concorsi letterari.

Tutti i partecipanti saranno invitati alla premiazione finale che si svolgerà sabato 2 settembre nel complesso della biblioteca di Cameri (in via Novara 20, dalle ore 16), dove i racconti e le poesie saranno protagoniste di un evocativo reading realizzato da attori e musicisti del duo bergamasco ALMAprogetto. Durante la giornata il duo, composto da Alice Guarente e Marco Scotti, proporrà anche uno spettacolo recitato dedicato ad alcune canzoni di Ivano Fossati, un momento di autentica suggestione, di fusione tra musica e poesia.

16 giugno 2017

Bennett: hic et nunc


I Bennett sono un gruppo di passaggio, di transizione. o per lo meno suonano punk rock come se lo fossero. Il loro debutto, un Same Title in uscita oggi per To Lose La Track e Sonatine Produzioni, è un disco salvifico per chi sia ancora nell'indecisione tra il punk rock e l'hardcore, per chi abbia voglia di smetterla di ascoltare musica inutile. Per me lo furono i gruppi inizi 2000 che uscirono per Equal Vision e Victory e che giocavano con chitarre e arpeggi abbandonando gradualmente il "-core" che aveva spadroneggiato per tutti i '90, per spiegarci meglio. The Hope Conspiracy, Reach the Sky, Boy Sets Fire su tutti. Ma erano poco meno di vent'anni fa e poi si sa, gli americani sono sempre gli americani.

15 giugno 2017

Ripartire dalle basi, ma andando avanti: il punk dei Soundeep fra gli anni 90 ed oggi

Passano gli anni, cambiano le cose, eppure io rimango sempre affascinato dalla genuinità. In questo caso quella dei Soundeep, di cui mi capita per le mani l’ep con la richiesta di recensione scritta sul cartonato protettivo. A me basta una cosa del genere per decidere all’istante che una band vada recensita, e mi va bene che non mi s’incula nessuno se no adesso mi spedivano tutti dischi con le peggio cose come presentazione (anche nel caso qualcuno decida di farlo mi spiace: l’indirizzo di spedizione non è il mio). Avrebbero potuto fare grindcore, metal o pop elettronico i Soundeep, invece The shades of all your eyes è un disco di hardcore (semi) melodico come non ne sentivo da tempo e, guarda un po’, è pure bello.

13 giugno 2017

La Resistenza e gli Anni di piombo visti da un ventenne di oggi: romanzo d'esordio del novarese Ottolenghi

Questa terra è il romanzo d’esordio del novarese Luca Ottolenghi, in uscita il 15 giugno per Iemme Edizioni, primo capitolo di una trilogia che tratteggia importanti vicende socio-politiche del Novecento partendo dalle storie di Francesco Bassano, detto Frank.
Nell’estate del 2001 il protagonista, diciannovenne, rimane orfano di madre e i suoi amici vengono massacrati al G8 di Genova. La sua vita sembra giunta al capolinea. Fino a quando, in seguito alle confessioni della madre in fin di vita, scopre di avere uno zio che aveva praticato la lotta armata negli Anni Settanta. E, soprattutto, di avere avuto un nonno partigiano. 

11 giugno 2017

Hibou Moyen - Secret concert a Novara domenica 11 giugno

"Fin Dove Non Si Tocca" è il secondo album di Giacomo Radi, ovvero Hibou Moyen. Prodotto da Umberto Maria Giardini, il disco è uscito l’11 novembre 2016 per Private Stanze/Audioglobe. Dieci brani intimi, tra folk statunitense e cantautorato italiano intrisi di vita, natura e carne. Ecco cosa Asap ha scritto del disco.
Hibou Moyen sarà protagonista di un esclusivo secret show (organizzato dall'associazione Asap As Simple As Passion) che si svolgerà a Novara domenica 11 giugno.

10 giugno 2017

Il grande freddo, la saggezza, la brillantezza e i rimpianti di Claudio Lolli

Esce per La Tempesta dischi il nuovo album di Claudio Lolli, grande artista legato indissolubilmente alla Bologna degli anni '70. Nel nuovo disco, realizzato anche grazie al crowdfunding, il cantautore è accompagnato dagli Zingari felici, cioè gli strumentisti appartenenti al Collettivo anonimo musicisti di Bologna, che lo seguirono nell'epica impresa del concept album Ho visto anche degli zingari felici, disco per il quale Claudio Lolli è ancora ricordato. Tra il nuovo album e l'illustre predecessore ci sono però forti differenze. La ribellione degli anni '70 si esprimeva con toni drammatici e cruenti ma sottendeva comunque un messaggio di speranza. I testi odierni esprimono, piuttosto, un rimpianto. Com'è inevitabile che sia, essendo nel frattempo trascorsa un'intera vita, ed essendo profondamente mutata la società.

8 giugno 2017

Profondo come il mare, torna il cantautore Alessio Lega

E’ un album di storie e di storia quello di Alessio Lega, cantautore classe 1972 diviso fra Lecce e Milano. Storie a volte allegre, a volte tristi, ma che spesso si ricollegano alla storia con la S maiuscola, da eccidi dimenticati a proteste attuali che forse un giorno qualcuno studierà sui libri di scuola. Quello che colpisce subito, nelle tredici tracce di questo Mare nero, è il modo in cui Alessio riesce a coniugare l’amarezza per i fatti raccontati con una leggerezza che si fa beffe dei torti, della morte e di quanto di sbagliato possa esserci al mondo, ed è questo fattore che lo rende un disco da ascoltare attentamente sia nella musica che nelle parole.

1 giugno 2017

Ommioddio, hanno ammazzato il rock'n'roll! Les Fleurs Des Maladives fra l'intenzione di seppellirlo e l'energia per resuscitarlo

Al primo maggio sono andato in quel della benemerita Cooperativa Portalupi di Vigevano a vedere il classico concerto che anche Roma gli ha copiato… forse è il contrario, fa niente. Prima che tutti ve ne usciate dicendo “e sticazzi!” arrivo al dunque: fra i gruppi presenti ce n’era uno che avevo già sentito nominare ma non avevo mai ascoltato, che da quando non posso più usare gli auricolari a lavoro mi tocca essere selettivo con la musica e mi perdo un sacco di roba, e – rullo di tamburi e sorpresa finta – erano i qui presenti Les fleurs des maladives. Non ve lo aspettavate eh? Sì? Comunque la suddetta band ha fatto un gran cazzo di casino, mi son piaciuti talmente tanto che gli ho comprato entrambi i dischi e sono rimasto d’accordo col bassista che gli avrei fatto sapere le mie impressioni sull’ultimo, ovvero il qui presente Il rock è morto. Siccome ogni promessa è debito ho deciso che glielo avrei fatto sapere scrivendolo qua, perché se un disco è una figata è bello farlo sapere anche ad altri.

30 maggio 2017

Musica intensa che dura troppo poco: i Dots lo fanno strano

Prendete del rap old school, una dose massiccia di funky, attitudine punk e suoni lo fi che proiettano velocemente negli anni 80: avrete, shakerando in maniera casuale e caotica, questo Hanging on a black hole dei Dots, una delle cose più strane in cui mi sia capitato di imbattermi negli ultimi tempi. Ora, io probabilmente sono la persona meno indicata per parlare di rap e funky (sul punk magari qualcosa di più lo so), ma evitare di parlare di quest’album sarebbe un gran peccato e quindi – Via alle danze!

25 maggio 2017

Verso l'infinito ed oltre: i Valerian Swing tornano ed osano con Nights (recensione + intervista)

E’ una costante evoluzione sonora quella che stanno mettendo in atto i Valerian Swing, gruppo emiliano giunto con Nights al quarto album (anche se, ahimè, mi sono perso il primo). Se infatti A sailor lost around the earth del 2011 era un disco che faceva dei cambi di tempo e delle ritmiche serrate il proprio punto di forza, arrivando fino a compiacersi troppo della propria attitudine a ‘farlo strano’, ed Aurora del 2014 apriva in maniera più decisa il sound della band ad atmosfere più dilatate, questo nuovo disco sembra andare al di là dei canoni del math rock, un genere che già la band affrontava alla sua maniera personale ma che mai come oggi si arricchisce di nuove sfumature.

23 maggio 2017

Terra, Le Luci della centrale elettrica in questi anni dieci

Vidi suonare Le Luci della centrale elettrica nell'estate del 2008, in un paesino umbro vicino al confine con la Toscana. Mi ricordo che c'erano le Olimpiadi di Pechino e che fosse il 22 agosto, me lo ricordo benissimo perchè il giorno dopo, assieme ad amici che mi stavano ospitando ad Arezzo, andammo tutti insieme a vedere i Neurosis a Senigallia. Non c'era molta gente, forse perchè era appena finito un temporalaccio, e l'atmosfera era quella di un concertino tra i boschi, pochi astanti e qualche teglia di patatine fritte. Io non avevo ancora ascoltato molto di Brondi, solo qualche canzone qua e là dal suo Canzoni da spiaggia deturpata, uscito pochi mesi prima. Rimasi colpito da quei pochi istanti di concerto, da solo su quel palchetto rustico e gli ontani sullo sfondo: comprai disco e poster e scambiai anche qualche parola con lui, dopo. Mi chiese da dove arrivassi e cosa facessi durante quella vacanza e io gli risposi che il giorno dopo saremmo andati a vedere i Neurosis nelle Marche e mi disse che non li conosceva.

19 maggio 2017

Che bella cacofonia, dal Belgio W.Victor omaggia a modo suo l'Italia (e i Balcani)


W.Victor, dal Belgio. Genere: "Cabaret-Italiano-Balkan-Deluxe-Festa-Totale". Signore e signori, questo è un genio. Che bella cacofonia, su etichetta Ottokar, è il suo quinto disco e quasi ci dispiace di non esserci accorti prima dell'esistenza di questo folle. Rimedieremo, perché uno così non possiamo proprio perdercelo.

16 maggio 2017

Le capre a sonagli mangiano tutti: ecco Cannibale

“Originali, bizzarri e caotici: sono curioso di vedere dove arriveranno col prossimo capitolo della loro storia musicale.” Così scrivevo ormai cinque anni fa parlando di Sadicapra, secondo album (o primo ufficiale, visto che dell’esordio omonimo si son perse le tracce) de Le capre a sonagli. E cazzo quanto sono contento di averne visto l’evoluzione, passata per il discontinuo ma magnetico Il fauno ed arrivata, oggi, a questo Cannibale. Un percorso che li ha portati sempre più velocemente a farsi apprezzare nei live club di tutta Italia, ed in maniera meritatissima: la band bergamasca regala infatti una delle migliori performance che si possano godere su un palco, tanto che mi vergogno di aver parlato male di una Dove you go? che dal vivo, complice il bassista che si lancia a pogare fra la gente, è semplicemente sensazionale. Cannibale cattura questa energia, la fa sua e risulta, da qualunque lato lo si voglia guardare, l’episodio migliore della loro discografia.

11 maggio 2017

Vacanza o gabbia? Un secondo album ondivago per i Montauk

Vacanza/Gabbia è un disco dalle due anime, una schizofrenica e l’altra adagiata su stilemi che pescano dal pop e dall’emocore, anime che ogni tanto si incontrano e si uniscono in maniera ottimale in Estate, brano che sembra nato dalla fusione dei primi Pixies con i Minnie’s e che sfrutta appieno anche la presenza del synth per caricarsi di un’energia sbarazzina ma non banale. E’ però, purtroppo, uno dei pochi casi in cui quest’armonia viene raggiunta, perché il secondo disco della band bolognese è tanto pieno di idee quanto confuso nel proporle.

Namvuc, mitteleuropeismo ai piedi del Tarvisio

Si arriva ad un'età in cui, finalmente, ognuno di noi può ammettere di aver scritto e ascoltato tanto. In cui ciascuno di noi capisce che la curiosità non sia una capacità innata, bensì una possibilità che dobbiamo sviluppare ed allenare passo dopo passo, disco dopo disco, concerto dopo concerto. Però non tutti ( io no di certo sia ben chiaro) suonano negli Zeman e hanno idee come quelle che hanno dato vita al loro ultimo disco, uscito tre settimane fa per To Lose La Track.

10 maggio 2017

Analisi logica e Una valle che brucia, doppio e inatteso ritorno per unòrsominòre.

unòrsominòre. (scriviamolo come va scritto, con gli accenti, il punto e la minuscola, prima che qualcuno abbia qualcosa da dire) è tornato all'improvviso, pubblicando per diNotte records contemporaneamente un EP intitolato Analisi logica ed un album completo intitolato Una valle che brucia. L'ascolto di materiale di assoluto valore artistico, ma contemporaneamente così aspro, come le due opere proposte da Emiliano Merlin (l'uomo che sta dietro al progetto), non può che suscitare emozioni contrapposte. Sia l'EP che l'album infatti sono perfetti per tutto ciò che riguarda le scelte sonore (minimali) utilizzate, i testi, la poetica dell'artista, la particolarità delle due copertine (la Tabella di Verità di Wittgenstein per l'EP e la foto con lo yak per l'album) ma mettono in risalto tutta una serie di aspetti che potrebbero allontanare una gran fetta di potenziali ascoltatori.

9 maggio 2017

Second hand market, l'esordio un po' confusionario dei The Clipper

Ci troviamo a recensire il disco d'esordio di una band salentina chiamata The Clipper. Il loro disco si intitola Second hand market ed esce per l'etichetta La Rivolta records. Il disco si presenta abbastanza bene dalla  grafica di copertina e siamo incuriositi. Vediamo quindi cosa ci riserva l'ascolto.

1 maggio 2017

Un giorno nuovo, tornano i Sick tamburo forti come le botte che solo la vita sa dare

Il quarto album dei Sick tamburo si intitola Un giorno nuovo ed esce per La Tempesta dischi. Gian Maria Accusani, a capo del progetto ed ormai un tutt'uno con la sua maschera denominata Mr Man, fa anche da produttore del disco. In copertina lo vediamo donare una rosa mentre sullo sfondo c'è un'esplosione atomica. La destinataria del fiore è Miss Understanding, la quasi new entry del gruppo che ormai si alterna a Boom Girl (Elisabetta Imelio) al basso e alla voce. "Un giorno nuovo è il giorno in cui riusciamo a vedere il mondo per quello che veramente è, senza tutti i filtri dell'educazione che ci accompagnano da sempre. E' il giorno in cui lasciamo andare la maggior parte delle cose a cui davamo vitale importanza, rendendoci finalmente conto che di importanza non ne avevano alcuna. E' il giorno in cui lasciamo andare tutte quelle cose che sono solo estensioni del nostro ego e ci rendiamo conto di quanto sia importante vedere il sole che si alza al mattino. Il giorno nuovo è il giorno del grande cambiamento. Del cambiamento dentro di noi". Così recita il comunicato stampa. E di cambiamenti rispetto all'album successivi ce ne sono stati eccome. Sarebbe interessante capire cosa sia successo nel frattempo, e i testi e le musiche danno qualche indizio.

27 aprile 2017

La strana alchimia musicale de Il ballo dell'orso

Anni fa un amico stava ascoltando in macchina le Teste Sciroppate. Se non li ricordate (e i più giovani non li avranno mai manco sentiti nominare) sappiate che erano un gruppo demenziale, forte di hit quali “Senti come puzzi”, di quelli che non andavano tanto per il sottile come comicità (leggasi di grana grossa). Presi la palla al balzo e gli feci mettere una cassetta (sì, sono così vecchio che ai miei tempi c’erano ancora le cassette, e una volta qui era tutta campagna) di Elio e le storie tese, ma dopo un veloce ascolto me la ridiede indietro dicendo che erano esagerati. Eh ok, abbiamo una ragazza in macchina e loro parlano di tappi per la figa pelosa, però senti come cazzo suonano! E i testi saranno sboccati, ma sono strutturati da dio! Non riuscii a fargliela capire, ma dopotutto mi dà ancora del metallaro perché una volta gli ho fatto ascoltare Terremoto dei Litfiba, quindi potevo anche aspettarmelo.

21 aprile 2017

Ella Goda, i nuovi Baustelle arrivano da Bergamo?

La prima cosa che mi viene in mente ascoltando questo album d’esordio degli Ella Goda, trio dedito al power pop proveniente da Bergamo, è un nome preciso: Baustelle. Non intendo dire che quest’album scopiazzi qua e là da Bianconi e soci ma un certo modo di cantare, qualche testo ed il mix fra musicalità solare ed amarezza dei contenuti mi ha impresso in mente questo scomodo paragone. Se il vostro dubbio, dopo questo preambolo, è “ma sono all’altezza?” vi avviso subito che c’è ancora molta strada da fare, ma per un gruppo al primo album raggiungere certe vette sarebbe stato un miracolo. Se la vostra seconda domanda è “quindi fa cagare?” rispondo ancora negativamente, ed ora vado a spiegarvi perché.

Tutti su per terra, la strabordanza degli Eugenio in Via Di Gioia

Grande ritorno per i giovani torinesi Eugenio in Via Di Gioia. Tutti su per terra esce per Libellula e focalizza su di sé una certa attenzione, in primis da parte dei tanti sostenitori di una delle poche band che riesce a trascinare un po' di gente ai propri concerti. Attenzione a cosa si va cercando, però. Perché il nuovo album è molto meno "simpaticone" e gioviale del precedente, e molto più filosofico e riflessivo. Anche se molto probabilmente lo spirito da giullari che dal vivo anima la band rimarrà inalterato. Ma sul disco il quartetto stavolta ha sperimentato, e anche molto, e con scelte sicuramente originali, probabilmente suggerite da chi si è occupato della produzione e cioè Fabio Rizzo (Dimartino, Niccolò Carnesi) e Marco Libanore.

7 aprile 2017

Senza denti, come suonano i Die abete

Come suonano i Die Abete, ragazzi? La mia recensione di Senza denti, il loro secondo disco in uscita giusto oggi, potrebbe anche finire qui. Perchè di interrogativi, Senza denti, non ne lascia nemmeno uno, ma quello che ci rimane è un dubbio perentorio che raramente mi sono posto ascoltando le uscite di questi ultimi anni, soprattutto italiane. Questi ternani, che suonano con due batterie, sono il gruppo mancante in ogni rooster, sono quelli che escono di casa, sono un gruppo ancora punk. Ce li vedrei in ogni repertorio personale come i Brainiac di Bonsai superstar anche se il loro suono, si sente, è super italiano. Si sente anche che sia un suono più sofferto che studiato, soprattutto. Ultimo paragone della recensione, giuro, sono i To die for di Virus infection control: forse è per questo che li sento molto vicini a ciò che, quindici anni fa, mi tirava fuori di matto grazie al suo essere così estremo e sfuggente, così incapibile.

4 aprile 2017

Tutto bene, nuovo episodio musicale nella storia dei Marydolls

Non avevo notizie dei Marydolls da quasi dieci anni, quando mi capitò di recensire il loro primo disco Liquirizia brain. Da allora la band ha buttato fuori un altro disco, La calma, ed oggi mi capita fra le mani questo Tutto bene. Sarò sincero, dell’esordio non ricordo nulla e non sono andato a riascoltarlo, seppure un motivo ci deve essere se l’ho piazzato nella colonna porta cd invece di disperderlo in cantina, assieme a tanti altri dischi ascoltati solo per ‘dovere di cronaca’: dopotutto quello che interessa è come sono i Marydolls ora, non tanto come si sono evoluti nel tempo.

22 marzo 2017

Noblesse oblige: tornano i Decibel, mai omologati, dopo tanti anni

Qualche mese fa i Decibel pubblicarono sulla loro pagina Facebook un curioso articolo datato 7 ottobre 1977, a firma Alfredo Venturi (la testata giornalistica non era indicata ma dall'anno di fondazione si può azzardare che fosse La Stampa). Pare che quell'articolo fosse il primo in cui i media italiani utilizzavano il termine "punk" in correlazione ad un fenomeno musicale. In sintesi, i Decibel avevano promosso tramite volantinaggio selvaggio il loro spettacolo punk rock a Milano, ma la serata di fatto non si svolse perché all'arrivo degli spettatori, di composizione eterogenea o, come diremmo oggi "generalista", la vigilanza antifascista irruppe con la necessità di far capire che il fenomeno punk era da considerarsi "di destra" e quindi lo spettacolo non era da farsi. In sostanza, la sinistra milanese, figlia della borghesia perbenista, non sapendo cosa fossero i "punk" e vedendoli brutti e cattivi e vestiti di nero, pensava fossero un gruppo di neo-fascisti. Assurdo? Surreale? Eppure più vero che mai. Era la Milano del 1977: la gente non usciva di casa al sabato pomeriggio perché quasi a cadenza settimanale ci scappava il morto.

18 marzo 2017

L'evitabile bestiario musicale di Lucio Corsi

Lucio Corsi è in giro da un po', anche se ha solo vent'anni e fa canzonette folk vagamente simpatiche. La sua piccola notorietà deriva dal fatto che lo produca Brunori e che recentemente sia stato chiamato dai Baustelle per aprire le loro date nei teatri. Bestiario musicale, il suo ultimo disco, è estremamente sopravvalutato, piuttosto infantile e noioso. Tanto noioso.

Oaks: The sun is too brilliant, categoria Giovanissimi

Gli Oaks vengono da Molfetta e sono giovanissimi e bravissimi. Ma giovanissimi nel senso che io alla loro età il gruppo più tecnico che ascoltassi erano i Madball, cercando di andare in giro a suonare hardcore melodico tirato con il gruppo che avevo dai tempi del Liceo. E invece loro suonano difficile e sembrano davvero divertirsi facendolo. Perchè registrare un album così non è da tutti. Controtempi, pentole rovesciate, scivoloni, riprese a più tempi e ribalte come se piovesse e come se non avessero fatto altro che ascoltare Cap'n'Jazz e Black Eyes in vita loro. Molto strumentali e irriducibilmente spezzettati quando si tratta di inoltrare la parte vocale.

Why love now dei Pissed Jeans: ancora senza tregua

Ancora su Sub Pop, finalmente il nuovo Pissed Jeans. A quattro anni dall'ultima uscita, un non così carico Honeys, ma soprttuto a quasi dieci anni dal capolavoro King of Jeans, vero manifesto della band, ecco Why love now. Che non è una domanda ma un'affermazione, un'indicazione, un crogiolo di consigli. I Pissed Jeans sono i creatori di un suono autonomo, di un modo di fare musica, scrivere dischi, stare al mondo, unici nel brodo primordiale americano, che l'etichetta di Seatlle ha sin da subito saputo valorizzare al massimo. Grazie a loro ma anche seguendo in prima linea i recenti lavori di Goat e Sleater Kinney.

Fine Before You Came, nuovo disco Il numero sette

Prometto, non scriverò questa recensione parlando dei Fine Before You Came sul palco, di "fine before Fine Before You Came came", del primo disco, delle loro magliette, di Milano, della cover di Colpa d'Alfredo, di quando si andava ai concerti il lunedì sera.
Ne voglio parlare partendo da adesso, dalla mia scrivania sulla quale sto accatastando block notes recuperati non mi ricordo più dove, fogli scritti su ogni verso, ricevute, agende, penne e idee perché sto per traslocare. Ne voglio parlare perchè è tanto che non registravano un disco e ascoltando gli ultimi non sono mai riuscito a non pensare a come fossero e suonassero quindici anni fa.

16 marzo 2017

Bergamo in salsa noise, il ritorno de Il Vuoto Elettrico

Ammetto che, a distanza di due anni dall’esordio, non ho particolari ricordi degli Il Vuoto Elettrico, se non la vaga reminescenza di una band che non mi aveva convinto del tutto. Traum arriva quindi come una buona occasione per rinfrescarmi la memoria e, al contempo, vedere qual è stata l’evoluzione del quintetto bergamasco.

14 marzo 2017

Forse non è la felicità, i Fast animals and slow kids si interrogano sul ruolo della loro musica

Non avevo mai ascoltato così tante volte di fila lo stesso disco, come mi sta capitando da settimane col nuovo album dei Fast animals and slow kids, intitolato Forse non è la felicità ed uscito per Woodworm con distribuzione Audioglobe. Solo che la motivazione è un po' diversa da quella che ci si aspetta in questi casi: ho avuto bisogno di continui e ripetuti ascolti per aver chiara l'idea di cosa scrivere. Sì, perché ho dovuto anch'io interrogarmi su quanto dichiarato dalla band, e trovare la mia risposta, riguardante certo il loro caso specifico ma anche una questione che si può estendere a carattere generale. Dice infatti il gruppo: "I primi mesi successivi al tour di Alaska li abbiamo passati a chiederci se la nostra musica avesse un limite, ad interrogarci su ciò che la nostra band sarebbe potuta, o peggio ancora, sarebbe dovuta diventare. La risposta era molto più facile di quello che potevamo aspettarci: stappare una birra e tornare in sala prove."

8 marzo 2017

Esordio fra luci ed ombre per i cuneesi Danubio

L’esordio dei Danubio è uno di quei dischi che ti sembra di aver già sentito, anche se non sai esattamente dove. O almeno lo saprei se avessi una memoria selettiva, ma visto che le cose mi vengono in mente quando vogliono loro mi devo accontentare di andare a braccio per descrivere quella strana sensazione di dejà vu che mi rimane impressa durante tutto l’ascolto del disco del quartetto cuneese.

2 marzo 2017

Dieci anni e non sentirli: Kama ritorna, e lo fa da Signore

Il primo disco solista Kama l’ha realizzato a trent’anni, il secondo a quaranta, e scherzandoci su afferma che a questo ritmo almeno per qualche decennio non si vedrà un suo greatest hits negli autogrill. Vien da chiedersi però, ascoltando questo Un Signore anch’io (con la S maiuscola, che ci tiene), cosa abbia portato Alessandro Camattini a star così tanto tempo lontano dalle scene, visto che l’album in questione si fa apprezzare in lungo e in largo per vari motivi.

28 febbraio 2017

Progettiamo insieme un gioco di società? Coop Academy e Asap sfidano i ragazzi a dire le loro in un world cafè il 18 marzo

Costruiamo insieme un gioco da tavola, è questa la sfida che l’associazione Asap e Coop Academy lanciano ai ragazzi novaresi.Le serate dedicate al gioco, nell’ambito del progetto di aggregazione “Quando si sta insieme è bello giocare”, hanno riscosso un grande successo, suscitando l’interesse di Coop Academy, il ramo di NovaCoop che si occupa del sociale e dei giovani, che ha deciso di promuovere un world cafè, ossia un laboratorio di idee, che potrebbe portare alla nascita di un gioco completamente nuovo ‘made in Cameri’, un percorso di co-progettazione che si svolgerà sabato 18 marzo al Circolo Matteotti in via Mazzucchelli 75 a Cameri, dalle 15 alle 18.

23 febbraio 2017

Edda al massimo dell'intensità nel nuovo album Graziosa utopia

Come si fa a non voler bene ad un personaggio come Stefano Rampoldi, in arte Edda? Uno che ha vissuto su di sé mille vite, alcune devastanti, eppure riesce a padroneggiare (senza simularlo) uno sguardo rassicurante e ad emanare con la sua persona un senso di mitezza che a volte si scontra con gli argomenti violenti di alcune sue canzoni. Poi in quanto a "erre moscia" e capelli grigi mi batte ampiamente, quindi posso solo venerarlo. Il nuovo album di Edda, intitolato Graziosa utopia, esce per Woodworm, con distribuzione Audioglobe.

21 febbraio 2017

La natura (in replay) di Hibou Moyen raccontata in Fin dove non si tocca

Scrivere recensioni non è sempre facile, perché alle volte si avrebbe voglia di ascoltare qualcos'altro rispetto a quello ti assegnano. Personalmente, le scrivo durante i momenti liberi dal lavoro o dalle altre occupazioni "primarie" della settimana, se così vogliamo dire: momenti nei quali ascolto la musica che seguo. Vorrei che questi dischi, come quello di cui sto per parlare, mi fossero stati assegnati prima, perché anche se non fanno parte del bagaglio musicale che da anni mi porto dietro, rappresentano dei punti di svolta importanti per le mie idee.
Fin dove non si tocca di Hibou Moyen, al secolo Giacomo Radi, è uscito nel novembre del 2016 e lo ascolto per la prima volta oggi, 18 febbraio. È composto da dieci canzoni acustiche e ruvide, senza nulla di intrinseco né consolatorio, uniche nella loro originalità cantautorale e indipendente.

20 febbraio 2017

L’inventore di Bang a Cameri per due giorni sui giochi di società

Emiliano Sciarra sarà protagonista di un laboratorio di due giorni dedicato ai giochi di società che si svolgerà presso la scuola Media di Cameri il 23 e 24 febbraio, nell’ambito del progetto di aggregazione giovanile “Quando si sta insieme è bello giocare”.
Sciarra è "un’eminenza" del settore, autore di numerose pubblicazioni sul tema e creatore di “Bang”, gioco da tavolo di grande successo. L’obiettivo del laboratorio è spiegare che esistono moltissimi giochi da tavolo oltre a Monopoly, Risiko e ai giochi tradizionali di carte, di tutti i tipi e per tutti i gusti: da quelli più semplici e brevi a quelli imponenti e impegnativi.

19 febbraio 2017

Vintage Violence: secret show domenica 19 febbraio a Novara

I Vintage Violence saranno protagonisti di un live acustico,organizzato dalla nostra associazione Asap As Simple As Passion, che si svolgerà domenica 19 febbraio in una magnifica abitazione privata a Novara. La formula è quella del secret show e prevede un aperitivo a partire dalle 19 con il concerto dalle 21.

15 febbraio 2017

Musica per viaggiatori caldi: ecco l'esordio dei Passenger Side

Nel comunicato stampa di questo album viene fatto notare che gli artisti coinvolti nel progetto Passenger Side non avevano mai suonato queste canzoni assieme, improvvisando su note e parole portate in studio di registrazione da Mario Vallenari (voce e chitarre). Non vorrei sembrare quello con la puzza sotto il naso (nella stessa situazione io, che di teoria musicale non so niente e quando mi chiedono che accordo sto facendo con la chitarra gli faccio vedere la mano e dico ‘questo’, avrei fatto quasi sicuramente peggio) ma il modo in cui è stato concepito questo It means a lot si riflette pienamente nel risultato finale, senza che questo sia un valore aggiunto.

L'alienazione di Moby & The void pacific choir nel nuovo album These systems are failing

Inizio con una considerazione in prima persona perché questa uscita discografica tocca il mio vissuto personale. A distanza di anni, dell'immaginario musicale relativo agli anni '90 mi rimangono molte cose. Dal punto di vista davvero formativo, solo pochissime (ma estremamente ben definite) sono quelle opere che mi sono rimaste così impresse da aver poi condizionato gli ascolti successivi. Si contano sulle dita di una mano. Una di queste è stata sicuramente Animal rights di Moby, album uscito nell'autunno del 1996.

12 febbraio 2017

Australia-Italia, il Winter journey di Julitha Ryan fra pop e psichedelia

C’è un incontro fra molti mondi nella musica di Julitha Ryan: quello fra l’Australia, terra d’origine della songwriter, e l’Italia, grazie alla presenza di collaboratori d’eccezione in fase di realizzazione e produzione provenienti da varie band nostrane, fra cui spiccano il co-produttore Giovanni Calella (Adam Carpet e Kalweit And The Spokes fra i suoi crediti) ed i membri dei Guignol Pier Adduce ed Enrico Berton; quello fra diverse influenze musicali, fluttuando morbidamente il disco fra folk, atmosfere psichedeliche da fine anni 60 ed un retrogusto pop che rende il tutto più leggero; quello, infine, fra il piano e la voce caratteristica di Julitha con gli altri strumenti, in un disco che non si fa mancare elementi “accessori” che ampliano il suo orizzonte.

6 febbraio 2017

Brilla, l'esordio omonimo di un nuovo cantautore ligure

Si chiama come lui questo primo ep di Andrea Brilla, e per essere un esordiente non si può dire che abbia lasciato qualcosa al caso: produzione ed arrangiamenti di Giuliano Dottori (che si occupa anche di chitarra elettrica, synth, basso e cori, con la batteria affidata a Leif Searcy), mix di Antonio Cooper Cupertino e, nel brano Il surgelatore, un duetto con Anna Viganò, ex Intercity, L'officina della camomilla ed ora impegnata col suo progetto solista Verano. Un disco studiato nei minimi dettagli, che riesce però a far risaltare il talento dell'autore solo a tratti.

Good times, uno sguardo verso l'America nell'esordio degli Oh Lazarus

Le distese nebbiose dei campi lungo il Po ricordano (con grande sforzo di fantasia) la sconfinata America. E' ciò che devono aver pensato gli Oh Lazarus nel loro album d'esordio, Good times, registrato nel pavese con uno sguardo verso gli Stati Uniti. Mixato nel Nebraska e masterizzato nell'Illinois, il disco è uscito per l'etichetta tedesca Off label records.

5 febbraio 2017

Gomma: Toska, un esordio noioso

Non mi sono mai piaciuti gli scrittori sudamericani. In vita mia ho letto giusto qualche Sepúlveda ai tempi del Liceo e quattro pagine di Cent'anni di solitudine costretto dai miei. Ho sempre considerato la letteratura di quei luoghi troppo fantasiosa per i miei gusti e sciapa di contenuti filosoficamente materiali. Ma sto per finire Outland Rock di Pino Cacucci e forse ci può stare che mi ricreda riguardo alla letteratura di quei luoghi perchè i modi, i tempi e le misure sono molto simili e Outland Rock mi sta appassionando davvero tanto. Questo per dire che grazie agli interessi e alla cultura si può realmente cambiare e ci si può scostare anche nettamente dalle proprie arcaiche convinzioni. Bisogna però essere stimolati e punzecchiati.

30 gennaio 2017

Secondo Basta, le chiacchiere da bar di Gian Marco Basta

Secondo album per il "cantattore" bolognese Gian Marco Basta. Il disco si intitola Secondo Basta, sia perché è il secondo album dell'artista, sia perché nell'album l'autore dà la sua opinione su molte vicende odierne, con toni da osteria o bar di paese, che possono far sorridere e anche riflettere sul nostro livello di analisi e comprensione (basso e spesso triviale) di ciò che ci accade intorno. Il disco esce per FonoFabrique. La forma è quella del teatro-canzone che si esprime tramite un folk contaminato con vari generi musicali, dal rockabilly al reggae alla canzone d'autore.

26 gennaio 2017

In other words we are three, da Brescia arriva l'esordio dei Moon In June

Più che un esordio questo In other words we are three è un nuovo inizio, visto che i Moon In June provengono tutti da precedenti esperienze in varie band che, chi più chi meno, hanno fatto parlare di sé nel panorama indie degli anni duemila (vi dicono niente i nomi Annie Hall e Le Man Avec Les Lunettes? A me sì). Il trio (e non poteva essere altrimenti visto il titolo, anche se c’è un esplicito intento citazionista verso Charles Mingus) si dà in questo caso al pop-rock sporcato di blues, piazzando undici tracce che evidenziano una profonda coesione.

23 gennaio 2017

Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin è il settimo disco dei Julie's Haircut

Mi accingo a recensire l'ultimo dei Julie's Haircut, in uscita il mese prossimo, con la consapevolezza di ascoltare un ennesimo disco importante e di spiccata solidità. Li ho sempre amati pur essendo attratto, a livello più culturale che musicale, da un tipo di musica totalmente diverso: li ho sempre considerati definitivi ed ineguagliabili, scoprendoli grazie a una cover dei Pavement (Summer babe, del 2002 se non ricordo male). Quindi lasciatemi alle mie certezze, per favore.
Invocation and Ritual Dance of My Demon Twin esce dopo una pausa di quattro anni dall'ultimo disco degli emiliani, per la londinese Rocket Recordings.

19 gennaio 2017

Crash Test, l'esordio tellurico dei Big Bang Muff

Fin dalle prime note di questo Crash Test si capisce che le tinte saranno cupe, e di fronte alla frase “non guardo le stelle/ guardo il buio che le separa” che Alfonso Roscigno (voce e chitara, nonché vero deus ex machina del progetto) esclama in E=mc2 (sono uno zozzone, non so come si mette il 2 in alto con la tastiera. Me culpa, mea culpa, ahimè), ripresa poi all’interno del disco, l’immaginario viene avvalorato. Quella che viene smentita è invece la prima impressione che ho avuto a livello sonoro, ovvero quella di trovarmi di fronte ad una band che riprende gli stilemi del post-grunge per veicolare l’ennesima carrellata di pezzi tristi ma senza mordente: pur con le imperfezioni di un esordio questo disco dei Big Bang Muff è infatti molto di più.

Servizio d'ordine, gli Spartiti convincono per sottrazione

Una rossa (e bianca) copertina suprematista è sufficiente ad inquadrare (in tutti i sensi) la situazione: è uscito il nuovo EP a nome Spartiti, il progetto dietro al quale ci sono due teste quadre figlie dell'austerità. Parliamo di Jukka Reverberi (Giardini di Mirò, Crimea X) e Max Collini (Offlaga disco pax). L'etichetta è sempre Woodworm. Il titolo è Servizio d'ordine.

18 gennaio 2017

A casa tutto bene: l'odierna serietà di Brunori Sas

Dario Brunori rischiava di essere ormai più milanese che cosentino. Con tutto quello che ne conseguirebbe: le paure, le ansie, la perdita della serenità e del sorriso. Un po' come accade a tanti studenti fuori sede o, meglio, lavoratori fuori sede, data l'età. Chissà cosa rispondeva quando qualcuno gli chiedeva se a casa andasse tutto bene. Chissà cosa intendeva per casa. Forse un posto dove appendere la giacca, come nella copertina dell'album (non il cappello, però, sempre a quanto emerge dalla cover). Questo posto, almeno per il tempo riservato alla registrazione del disco, Brunori l'ha trovato vicino alla sua terra natale, in una masseria sull'Aspromonte, nella quale l'"azienda" Brunori Sas ha registrato il nuovo disco, intitolato proprio A casa tutto bene ed uscito per Picicca.

15 gennaio 2017

L’irresistibile synth-pop di L'amore e la violenza, nuovo disco dei Baustelle

Mi piace molto scrivere recensioni positive, peccato capiti raramente. Il disco dei Baustelle L'amore e la violenza è una di queste felici occasioni. Mi procura piacere la loro "leggerezza di spessore", tra citazioni colte e suoni cesellati con cura. Non c'è niente di male ad essere pop, basta saper farlo con buon gusto, con coerenza e con quel pizzico di astuta ricercatezza che fa dei Baustelle - ad oggi - uno dei gruppi maggiormente capaci di cavalcare l'onda riuscendo a non essere troppo ammiccanti.