16 aprile 2014

KPanic - Asylum - Rec. in 10 parole

Con l'album d'esordio Asylum i KPanic si cimentano in un incrocio di vari generi. Undici brani costruiti su un basso che sa passare da new wave a metal a seconda delle occasioni, narrati da una voce lineare e dimessa che in qualche momento sa di grunge, ritmati da una batteria ricca e precisa, e completati da una chitarra che sembra avere più che altro una funzione ritmica.

Recensione in 10 parole: inglese (il cantato), carismatica ma non potente (la voce), crossover (new wave, nu-metal, grunge, metal classico, alternative rock, un po' di tutto, e tutto interpretato con personalità ma senza rischiare troppo), fastidiosa (la chitarra. Abituati come siamo a chitarristi megalomani e canzoni che si basano principalmente sullo strumento a sei corde, facciamo fatica a concepire la presenza di una chitarra che svolgendo un ruolo quasi esclusivamente ritmico viene tenuta così alta nel mix andando spesso a sovrastare senza motivo tutto il resto), pochi rischi (nella struttura dei brani, i quali risultano fin troppo standard, ma soprattutto nella voce, che non azzarda mai niente e a tratti risulta noiosa), target (può costituire un limite. i KPanic non sono né così settoriali da risultare inquadrabili in un genere, né così originali da poter vivere come un vantaggio l'essere esenti da classificazioni. Sorge quindi un problema pratico: una band come i KPanic a chi si rivolge?). Marco Maresca

Voto: **

Tracklist:
1. Asylum
2. Beware the dog
3. Bad things
4. A day for the sun
5. Be yourself
6. Someone else
7. Another day
8. Dummy
9. If I would
10. The hunt
11. Be or not to be

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